Sono in ferie, mai conosciute ferie così di merda, speriamo siano le ultime, ieri mio figlio dietro gli influssi di un capriccio e la mia intolleranza mi ha sentenziato "PEZZO DI MERDA".
Mi sento crepare!!! 
La settimana prossima dovrei andare in ferie, perchè dovrei? perchè non ne sono sicuro, ho del lavoro da terminare, statistiche da inviare, e poi ... che faccio? sto qui? se sto qui mi viene da andare in ufficio, allora parto e vado, dove ? dai miei suoceri o dai miei genitori? e per far cosa? la paranoia arriva al culmine, lascio stare tutto, oggi ho mangiato, almeno quello, i pensieri viaggiano, e quando è così sfiorano le pareti aguzze sfegiandosi e tagliandosi, il sangue comincia a scorrere,, con esso le lacrime, il pensiero di una troia, vorrei andare a vomitare, ma non posso..... povero me, oggi però mi sono procurato altro cloruro di potassio, ci potrei fare il bagno dentro, far smettere di battere il cuore, mio unico desiderio, e penso "CHE CAZZO BATTI ANCORA A CHE SERVE CHE BATTI" mi viene ancora da piangere pensando all'inganno....
La giornata di ieri è stata vuota, non sono riuscito a mangiare, una decisione? un fioretto? o boh! non so neppure io, torno verso le 19 e 30 a casa e vedo i miei piccini intenti a strillare e urlare, avevano impigliato l'aquilone sulla ringhiera, la mia gentile signora intenta a sbrogliare la matassa, sempre quel volto triste, serio, le labbra serrate fino a diventare viola, il suo volto carico di rabbia, io cercavo di sminuire la situazione, alla fine l'aquilone si sbroglia e torna al suo posto, dentro casa mi siedo e guardo la TV, non tocco cibo, non ci riesco per i motivi di cui sopra, andiamo a letto, su sky danno Garfield 2, bel filmotto che vedo con i miei frugoletti, il ginocchio del più piccolo mi trafora la schiena, mi scosto mi agito, infine mi alzo e vado nel mio lettone, e lì il rompimento, questa persona che mi riprende sul fatto di non mangiare, adducendo il tutto alla sua presenza e quella dei bimbi, invece no, è ciò che ho dentro a cui nessuno è dato di vedere, le tenebre del mio cuore, il martoriamento che si verifica ogni giorno, ora, minuto e secondo che questo stupido muscolo si contrae, così passo la notte, sogni agitati, poi crollo, non ricordo che sogno ho fatto, non ricordo nulla, mi sveglio e lavoro fino a questo momento, il cervello che mi fuma, quando mi piacerebbe non avercelo, sto cervello malnato, sto carattere di merda che mi ritrovo, sto modo stupido di fare questa lotta, questa guerra contro i mulini a vendo, contro gli ipocriti e i falsi, contro gli aprofittatori, contro le troie e le puttane, contro gli stronzi e i pezzi di merda.
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E' morto ora questo cuore; da lui non sgorga più alcun incanto...
Soffro infinitamente perchè ho perduto quella che
era l'unica gioia della mia vita: la benefica forza ristoratrice con la quale
creavo un mondo intorno a me.
Essa è scomparsa!
Quando, dalla mia finestra, guardo verso i colli lontani
e vedo il sole mattutino dissipare la nebbia ed illuminare
i prati giù nelle valli, quando vedo il fiume serpeggiare tra i salici spogli,
quando questa meravigliosa natura sta dinanzi a me senza vita come un quadretto colorato
e tutta la bellezza non può far sgorgare una sola scintilla di gioia dal mio cuore alla mia mente, io misero, sarò là al cospetto di Dio come una fonte inaridita,
come un albero disseccato.
E tutta la mia esistenza oscilla tra l'essere e il non essere......
Il passato brilla come un lampo nel tenebroso abisso dell'avvenire
e tutto crolla intorno el'Universo si sprofonda in me...
da I dolori del giovane Werther
Cesare Pavese
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi -
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
qual giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
Oggi sarebbe l'ideale, giorno di sfiga, in questo momento mi sento proprio ad hoc per questo tipo di soluzione, non sono tornato a casa per mangiare, non ho fame, vuoi per l'otturazione fattami ieri, vuoi per l'angoscia con cui sto vivendo, le immagini mi passano davanti, sfocate o nitide, i ricordi, la mancaza di qualcosa, c'è gente che ritiente avere la felicità grazie al denaro, il dio denaro non esiste, la felicità non esiste, è solo una questione di accontentarsi, come diceva la mia amica Dip "Ma tu che vuoi? Hai solo questa vita, sarebbe il caso che tu la sfrutti.. oppure, forse.. quello che hai ti sta bene!"
non mi voglio accontentare, non ho solo questa vita e questa non è vita e se vita è questa io non posso e non voglio continuare a coltivarla, non ho nulla da sfruttare, cosa c'è da sfruttare, mi stanno bene i miei bimbi, forse ma poi? un domani che succederà?
Oggi dovrebbe essere un giorno NEFASTO, pura utopia, ogni giorno è NEFASTO, nei miei ricordi c'è il venerd' 17 settembre del 2004, c'era ancora lei, ancora tra le mani conservavo il suo profumo, ancora i miei occhi avevano impressa la sua immagine, le mie orecchie il suono della sua voce, sono passati 3 anni, tutto svanito, tutto morto, ora, dopo ancora tutto questo tempo le lacrime scendono inesorabili, ora sto vedendo che nulla è cambiato, la voglia del suicidio è sempre forte, la consapevolezza che lei non c'è più è dilaniante, vi lascio questa frase, rubata su internet, da una ricerca di google
Nella sfera amorosa, il desiderio di suicidio è frequente: basta un niente per destarlo.
Al benchè mimimo dolore, io ho voglia di suicidarmi: quando lo si medita, il suicidio per amore non ha problemi di motivazione, non fà preferenze... non penso all'opprimente scenario, alle triviali conseguenze della morte: sò a malapena come mi suiciderò. (R. Barthes, Frammenti di un discorso amoroso)
Ho solo questa vita, giusto, è questo che non sopporto, QUESTA VITA, questo mondo, tutte le persone che mi circondano, forse anche i miei figli, ma gli altri che mi stanno intorno, sputano ipocrisia e veleno, falsità e inganno, persone che moralmente dovrebbero essere l'esempio ai propri figli invece sono l'esempio più sbagliato, io non sopporto questo, non sopporto i cosiddetti "amici" disabili, si difendono dietro il loro handicap per permettersi tutte le libertà, a loro tutto è concesso, persone che vanno a messa e prendono la Comunione e dentro sono marce fino all'ultima cellula e cromosoma, io che vado a Messa, quando dispensa la comunione a stento alzo la testa, ma io sono io, io sono SBAGLIATO per questo mondo, sono stanco di questa vita, quello che ho NON mi sta bene....
Un abbraccio e scusa per aver creato un post al tuo commento ma penso sia giusto così
Mi sento soffocare, stanotte sogni agitati, fa male dentro, invidio i vegetali, coloro a cui viene asportata parte del cervello, visto che devo vivere per forza sarebbe magnifico farlo in coma irreversibile, ignari della realtà, vigliaccamente dico questo, ma è ciò che provo, sono distrutto, perchè Dio mi hai dato la vita, perchè la mia vita deve essere così, perchè il mio carattere deve essere così, perchè la gente che incontro è squallida, inetta, ingannevole e ipocrita,
Teorema Del Bugiardo
Il 100% delle persone mente
Il 20% delle persone dice di non avere mai mentito (ma mentono)
Il 40% dice di mentire a fin di bene
Il 38% dice di mentire per altri fini
Il 2% dice sempre la verità
Conclusione: Chi ha detto che tutti mentono è un bugiardo